La cremazione nella Grecia di Omero

Diversi studenti nelle scuole hanno studiato la Grecia antica, le sue tradizioni e la sua affascinante cultura. Una delle tappe fondamentali di questa conoscenza è l'Iliade di Omero, uno dei libri più importanti dell'antichità, in cui si narrano le gesta di Greci e Troiani e della loro guerra. Tra i punti più toccanti di questo racconto, vi è la morte di Patroclo, fedele amico del greco Achille. E proprio questo episodio ci descrive come avvenivano i riti funebri e la cremazione nella Grecia di Omero.

Infatti questa pratica era assai diffusa nell'antichità ed in particolare nella penisola ellenica negli anni della sua maggiore diffusione culturale e potenza economica. Un tipo di rito che poi si trasferì e si diffuse, diversi secoli dopo, nella vicina Roma e che durò fino all'avvento della nuova religione cristiana. Comunque, andiamo a scoprire come avveniva, anche grazie ad Omero, un rito funebre nella Grecia antica ed in particolare una cremazione.

Omero e la cremazione di Patroclo

Lo scrittore, nell'Iliade, ci racconta come il compagno di Achille, una volta ucciso per mano del troiano Ettore, viene cremato, così come tanti altri soldati. Una volta adagiato su un'alta pira, il corpo, adornato in maniera solenne e ricca, venne bruciato assieme alle sue armi, alcuni cani, cavalli e diversi prigionieri troiani. Questo rito venne seguito poi da canti funebri, giochi e tornei di vario genere tra i soldati e diversi banchetti, al fine di rendere il giusto omaggio all'illustre defunto. 

Il rituale nella Grecia ai tempi di Omero

Prima del rito crematorio, tra le altre cose, il defunto riceveva, come dono propiziatorio, ciocche di capelli che parenti e amici si strappavano. Una volta appiccato il fuoco, i parenti più ristretti rimanevano a controllare che ogni cosa venisse bruciata e ridotta in cenere. Terminato successivamente il rogo, i resti venivano bagnati con del vino e posti all'interno di un'urna cineraria, che veniva conservata dalla famiglia del defunto all'interno di un monumento funerario.

Conclusosi il rito, i familiari più stretti si ritrovavano poi successivamente per svolgere una cena funebre. Durante il periodo di lutto, si dovevano tenere i capelli sciolti o tagliati, era vietato indossare gioielli o anche ornamenti e l'uso di cosmetici o di qualsiasi profumo. A livello di abbigliamento, ci si poteva vestire con abiti bianchi o neri. Comunque, le persone decedute si potevano ricordare poi, nel corso dell'anno, nei giorni della loro nascita o morte.

Come avvenuto con Patroclo e raccontato in maniera toccante e suggestiva da Omero, nel caso in cui il defunto fosse un soldato oppure un'importante personalità pubblica, al termine del rituale funebre, si potevano tenere vari giochi o tornei e banchetti in onore proprio della persona deceduta. Inoltre, nella Grecia di quel tempo, i riti funebri erano un aspetto importante della cultura e della tradizione.