Pittori famosi incompresi al loro tempo.

L’arte è una forma di espressione dell’estro, della creatività e della fantasia della persona che utilizza questa espressione per manifestare uno stato d’animo, per sfogare le sue rabbie e le sue frustrazioni, o semplicemente perché bramoso di esprimere se stesso e la propria creatività.

Parlare di arte al giorno d’oggi significa tuttavia parlare di qualcosa che risulta spesso essere molto differente dai secoli trascorsi: l’arte è in continuo mutamento e lo sono anche la concezione ed il metro di giudizio che gli appassionati ed i critici d’arte utilizzano per esprimere un’opinione tecnica e/o personale su un’opera architettonica, monumentale, scultorea, musicale e pittorica.


Ed è pur vero che non sempre i pittori, gli scultori o i musicisti – o in generale chi utilizza l’arte come forma di espressione – vengono compresi ed apprezzati nell’epoca storica in cui vivono e producono le loro opere. Tra i pittori famosi che maggiormente risentirono della scarsa sensibilità e delle critiche ricordiamo, ad esempio, uno dei grandi esponenti di un movimento artistico che sin dall’inizio della sua nascita ebbe non pochi problemi: Vincent Van Gogh, il pittore olandese di cui oggi apprezziamo opere d’arte di una importanza assoluta e compresa universalmente, ma che all’epoca del suo vissuto veniva spesso deriso, giudicato, e non capito.
Guardare oggi un’opera di Van Gogh – pensiamo alla blasonata “Notte stellata” ma anche ad opere meno famose e comunque di ampio respiro artistico come “Banks of the Seine with Pont de Clichy” – significa entrare appieno nell’estro creativo di un pittore che fu dotato di una grandissima sensibilità di artista ma spesso non capito e non apprezzato. Anzi, fu proprio la sua estrema sensibilità a mettergli i bastoni tra le ruote e ad evitare che le sue opere venissero comprese nella sua bellezza ed unicità sin dal momento in cui vennero create.
Sono molti i pittori conosciuti o famosi (come i pittori famosi di Antichità Giglio di Lino Giglio in via Pisacane 53 a Milano) e non, che vissero spesso nella condizione di non accettazione delle proprie opere e della propria sensibilità artistica, e che tutt’oggi subiscono le critiche più sferrate da parte di simpatizzanti di altre correnti artistiche. Tuttavia, come è bene ricordare, la soggettività ed il gusto estetico di ognuno di noi sono i giudici più crudeli ma anche più veri che un pittore possa desiderare.